ISTITUTO "LEONARDO DA VINCI"
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Sito Internet: http://www.nti.it/leonardo/
  Email: leovinci@nti.it
EX ALUNNI che ci hanno scritto dal 1° gennaio 2007 ad oggi

 


  28 gennaio 2007
Caro Fratel Lanfranco,
    Nei giorni scorsi, per  il tramite di alcuni amici ho avuto modo di conoscere e  visitare il sito del Leonardo da Vinci. Sono stato molto piacevolmente sorpreso poiché sono uno dei cosiddetti ” fedelissimi” del Leonardo cioè di quelli che vi hanno trascorso l'intero ciclo di studi di 13 anni ed hanno ottenuto a suo tempo  la medaglia di  fedelissimo.
     Maturato nel 1956 ho poi lasciato Catania al termine dell'Università  per trasferirmi a Roma dove  da molti anni sono l'ordinario di diritto internazionale alla Facoltà di Scienze politiche.
    Pur avendo nel corso degli anni perduto ogni rapporto familiare, per le consuete vicende della vita, ho mantenuto e mantengo stretti rapporti con tanti amici e compagni del tempo, considerato anche che, per attaccamento alla terra d'origine, trascorro almeno un mese estivo ogni anno.
    I rapporti con il  Leonardo si sono però sospesi da quel dì rimanendo soltanto dei rapporti di amicizia con alcuni dei miei vecchi docenti che avuto modo di incontrare per diversi anni anche se nel frattempo trasferiti a Roma ad Acireale o altrove. Mi riferisco in particolare a fratello Romano che ha guidato le nostre scuole medie, a fratel Teodato,  che con  la sua filosofica saggezza ci ha guidati al liceo ed infine a fratello Remigio che ci ha accompagnati alla maturità. Degli altri ho successivamente perso le tracce.
    Per ragioni caratteriali ho sempre mantenuto lo spirito del gruppo ed ho quindi organizzato quasi ogni decennio una riunione di classe per rievocare il luglio del 1956. Comprenderà come non sia stato facile, atteso che nel frattempo molti dei compagni hanno lasciato Catania e sono sparsi per tutta la penisola da Milano a Ragusa, senza contare quelli che ci hanno già lasciato (fortunatamente pochi).Nello scorso anno,una preparazione di parecchi mesi mi ha condotto ad organizzare un'altra riunione e stavolta ben più significativa perché a cinquant'anni dal luglio del 56. L'abbiamo svolta il 22 luglio nella mia casa di Trecastagni con una presenza, questa volta plateale, perché  sul totale della classe (28 all’origine, però 25 sopravvissuti) abbiamo registrato soltanto tre assenze di colleghi che, pur contattati, al momento opportuno, hanno avuto l'impedimento di venire in Sicilia.
    Ho visto che nel suo sito ha inserito qualche ricorrenza di maturità che, se non ricordo male, si ferma a 25 trent'anni e credo quindi che poterne riprodurre una di cinquant'anni sia ancora più significativo. Abbiamo naturalmente diverse foto di questa cena del 22 luglio scorso, di cui soltanto due di gruppo, che accludo a questa mail. Si tratta di foto estemporanee scattate  in notturna e quindi con condizione di luce inadeguate, ma sono le uniche. Ve ne sono molte altre   di singoli gruppi dei partecipanti e se qualcuna potesse interessarle, anche a titolo di curiosità a prescindere dall'utilizzo, sarei lieto di poterla alla inviare.
    Sempre in questa sede un caro compagno, con estro poetico, ha redatto una breve poesia che evoca il Leonardo, la classe e la riunione.  Anche in questo caso è una curiosità che forse potrà farle piacere conoscere e quindi allego anche questa.
    Conservo poi altre foto dei periodi scolastici, gite di classe, prove di scherma (era uno di punta all'epoca) e qualche altro cimelio.
    Non mi è agevole venire a Catania durante l'anno accademico perché l'impegno universitario a Roma ed i corsi che svolgo anche all'estero non mi danno tregua. Tutto ciò però si interrompe ritualmente il 10 luglio perché, concluse le lauree, non assumo alcun altro impegno almeno fino al 10 settembre  riservandomi  due mesi in assoluta disponibilità e passandoli in  buona parte in Sicilia tra collina e mare. Non è quindi da escludere un eventuale incontro ed una diretta conoscenza. Al momento mi limito a raccontarle quanto precede e complimentarmi per il sito. Naturalmente rimango disponibile per quanto possa fare per contribuire alla sua iniziativa.
con viva cordialità e, nei termini del saluto degli anni di scuola, “ sia lodato Gesù Cristo”

Claudio Zanghì

Foto.2: dall’alto in basso e da sinistra a destra: Torre, Fortuna, De Martino, Zanghì, Nicotra,  Pescatori, Lanteri, Martinez, Ferrara, Miceli, Licciardello, Pavone, Riccioli, Matera, Jacono – Siracusa, Grasso, Failla, Esposito, Spampinato, Santangelo
Foto.3 idem come sopra con la differenza che fra Miceli e Licciardello si inserisce Fel Campo e rimane fuori campo Jacono
Foto.1 un gruppo : in piedi :  Pescatori, Failla, Miceli, Riccioli, Pavoni, Licciardello, Santangelo , Matera, Di Martino, Siracusa. Seduti : Espositivo Ferrara, Lanteri, Martinez
Foto n.19 il padrone di casa 
Claudio  Zanghì
via casale Ghella 45
00159 Roma
tel/fax 06.30361730
claudio.zanghi@uniroma1.it
zanghi@rdn.it
 

 17 maggio 2007
Caro Fratel Lanfranco,
sono il suo ex Alunno Michele Spina e sono felice di avere trovato questo indirizzo a cui poterle scrivere.
Vivo a Torino con la mia famiglia dal 1990 e prima ho vissuto a Pisa dal 1979, due anni dopo la maturità,
così oramai per me Catania è il luogo delle vacanze estive e dei bei ricordi.
Lei mi ha insegnato a scrivere in prima elementare, poi alle medie ci insegnò la matematica e poi al
Ginnasio la trigonometria. Ma ci ha insegnato molto di più e il suo esempio mi accompagna ancora oggi.
Quest'estate dopo trentanni sono tornato al Leonardo ho chiesto ad un signore gentile di potere fare un
giro dentro a visitare i luoghi dove mi sono sempre sentito di casa. Ho pianto tanto di emozione,
di rabbia, di gioia.
Il Leonardo è sempre là e poco importa se non conoscevo nessuna delle facce che incontravo:
quella era la mia scuola, dalla quale forse troppo in fretta ci siamo allontanati.
Spero che questo messaggio la trovi in buona salute e che in futuro potremo tenerci in contatto.
Ho visto che il mio caro compagno Ezio Faro si è fatto vivo.
Mi piacerebbe poterlo raggiungere con un messaggio, potrebbe aiutarmi a stabilire un contatto?
Grazie
per tutto e a presto,
Michele Spina

 Catania, 2 luglio 2007
Gentile Fr Lanfranco,
devo innanzitutto ringraziarla per l'occasione che grazie a Lei si è potuta creare dell'incontro dopo 30 anni della 5a liceo del 1977. Abbiamo trascorso davvero un bel pomeriggio insieme a lei al Leonardo che si è completato magnificamente la sera del 29 giugno in casa di Angelo Iuppa.
 Salutandoci, lei gentilmente mi chiedeva di mandarle una breve cronaca dell'incontro e le confesso che credevo fosse davvero più facile poterne scrivere un paio di cartelle.
Non lo è stato per niente!!! Troppo di personale affiorava tra le righe man mano che scrivevo.. e più volte ho dovuto ricominciare.
 Le invio quindi una semplice pagina scritta con affetto verso tutti i miei 'vecchi' compagni di scuola.
 cordialmente, paolo consoli
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Appuntamento alle 17,00 al Leonardo. Sembra il solito passaparola, per ritrovarsi… ma sono passati trent’anni dall’ultima volta. Ovviamente è Angelo Iuppa che si muove, organizza, propone e concorda: ha sempre fatto così! Appuntamento alle 17,00 al Leonardo. Certo che vado.. mollo tutto.. “mi raccomando, né mogli, amanti, figli o altro”. Noi soli. Noi 26. Alcuni ancora compatti tra loro, altri assolutamente dispersi.. e senza traccia; ma Angelo si muove, cerca, telefona, rintraccia, e coinvolge: ci saremo quasi tutti. E’ il 29 giugno 2007, a giorni si compiono proprio trenta anni dall’esame di maturità, classe 1977 – V scientifico – sezione UNICA. E’ il 29 giugno 2007 il primo giorno senza il caldo terribile dopo una settimana da record e l’oasi di verde del Leonardo ci accoglie in silenzio, ma viva.. piena di gente qua e là.. ma quasi... silenziosa..
Siamo in pochi ad essere scrupolosamente puntuali.. ma a brevi intervalli il numero cresce: già passa per le mani di tutti la fotocopia del registro con tutti i nomi.. Ci contiamo.. sappiamo per certo chi non potrà esserci: Gaetano Stancanelli a Chioggia, Maurizio Muscarà e Paolo Spagnolli (quest’ultimo rintracciato con l’aiuto dei Carabinieri) al Nord Italia, Raffaele Marcoccio fuori per motivi di ‘confindustria!!’ Antonio Spironello, fuori.. per motivi di ‘testa’.. (non apprezza questo tipo di incontri!!).
E gli altri, già qui al Leonardo, accolti da Fr. Lanfranco e Fr. Alfredo, cominciamo a contarci e guardarci. Capelli bianchi per lo più, dove ci sono.. qualcuno li tinge… qualcuno li rade completamente! Le pance invece si nascondono con maggiore difficoltà e gli anni passati, quelli no, non si possono proprio nascondere.
Non si può nascondere che per molti è la prima volta che ci si rivede, dopo trent’anni. Le prime cose che riaffiorano alla mente sono le battute, i soprannomi, forse puerili, forse anche banali.. ma che risuonano con una forte nostalgia e diventano parole allegre, divertenti.. ricompongono le immagini di un periodo sicuramente più spensierato…
E così già dopo un’ora siamo tutti presenti. Pronti per ripetere il rito della foto di gruppo. E forse questa volta, per la prima volta, ne capiamo il vero significato.
E con una guida davvero speciale, il gentilissimo Fr. Lanfranco, cominciamo un tour tra quei corridoi fino ad arrivare nell’aula della nostra V scientifico anno 1976/77. Qualche perplessità per qualcuno… “è questa? No, forse è quell’altra..” e infine ci ritroviamo immediatamente e ritroviamo ognuno lo stesso banco, lo stesso compagno accanto… e uno stesso prof in cattedra, quel Ninni Fichera, professore di disegno, che adesso rilegge l’appello per tutti, presenti e assenti!
E sono presenti, trent’anni dopo: Bernardini Claudio, Cassar Marco, Consoli Paolo, Corona Luigi, Di Pasquale Filippo, Di Stefano Ferruccio, Galasso Francesco, Indovina Alessandro, Iuppa Angelo, Longo Gennaro, Maiorana Fabio, Musumeci Michele, Papale Maurizio, Pitanza Franco, Privitera Cirino, Signorello Antonio, Somma Davide, Spampinato Franco, Ragusa Salvatore, Reitano Agatino…
E poi ancora un giro per il Leonardo: il campo di atletica, la nuova palestra..
Salutiamo Fr. Lanfranco, promessa di ritrovarci qui ancora, e ancora un grazie perché con il suo silenzioso lavoro ha ricomposto anni di storia di questo Leonardo.. e forse proprio da quelle immagini, ben ordinate anno per anno, che c’è venuta voglia di ritrovarci oggi qui.
E dal Leonardo.. a casa di Angelo: una cena tra candele e luna piena.. niente di romantico.. ma neanche di esageratamente cameratesco.. una bella serata, tra ricordi fotografici riproposti su megaschermo.. e battute ripetute ossessivamente.. sempre le stesse.. sempre quelle di quei tempi.. a gara quasi a chi ne ricorda di più e più dettagliatamente.
Non siamo poi tanto rincoglioniti.. quasi tutti ben affermati, (eravamo già predestinati e ben fortunati…), lasciamo scorrere i ricordi tra l’uno e l’altro.. ci guardiamo con curiosità e ascoltiamo le vicende di ognuno.. Non si riformano i gruppi divisi di un tempo! Stiamo tutti con tutti… e forse questo è il merito proprio del tempo che passa.
Ci ritroveremo! Lo promettiamo chi in silenzio, chi con forza!
Un applauso ad Angelo, che ha fatto davvero un ottimo lavoro a ritrovarci ed ospitarci nella sua casa; a Sandro che ha pensato ad offrire un ottima cena; a Franco: la torta con la foto del ’77; e a Franco Spampinato che, per fortuna, lui sì ha sbagliato qualcosa nella bomboniera ricordo per tutti, ma ha azzeccato .. non siamo la 5 B, ma siamo la 5 .. con qualche errore senz’altro!!! (Paolo Consoli)

 Valenciennes, 3 ottobre 2007
Carissimo Fr. Lanfranco, Ci ho messo un poco, ma finalmente ci sono riuscito a partorire l’articolo per il vs prossimo annuario: spero vivamente che non sia troppo tardi, sarebbe veramente un peccato e non me lo perdonerei mai di essere il solito procrastinatore, la verità però è che sono un perfezionista e non ero mai sufficientemente soddisfatto del risultato.
Non mi dilungo perché ho mio figlio ammalato a casa.
In allegato un file WORD con l’articolo
.
Un carissimo, affettuosissimo saluto a tutti e grazie per aver messo delle stupende foto della mia famiglia sul sito.
A presto
        Jean Paul

======Ventennale della Maturità 1987
Sono passati appena tre mesi dalla nostra prima riunione di classe che già tutto sembra così lontano ed indistinto: è questo uno dei primi pensieri che mi coglie quando ripenso a quel 23 Giugno 2007. E’ uno dei paradossi del tempus fugit: far apparire distante ciò che è appena trascorso e accaduto l’altro ieri ciò che invece è successo ben 20 anni prima.....
Sebbene mi fossi preparato spiritualmente da almeno 8 mesi all’evento, la mia prima riunione di ex-alunni mi ha colto un poco impreparato, soprattutto per le emozioni e le sensazioni che mi ha lasciato il “dopo festival”, come si direbbe in gergo televisivo. Tutto si è svolto così rapidamente, troppo velocemente per me che avevo programmato da mesi ed atteso impaziente di partire dalla Francia, dove vivo da due anni con la famiglia, per la mia terra adottiva, la Sicilia, dove, lo ripeto sempre a tutti, ho trascorso i più bei 13 anni della mia vita. Assaporavo da tempo il momento in cui ci saremmo reincontrati con tutti gli ex compagni di classe ed i nostri professori e per questo contavo su ognuno dei 5 sensi per non perdere una sola immagine, una sola parola, una sola emozione di quest’evento, ma, complice forse anche il caldo record (46°-48°) di quei giorni, i sensi sono andati in tilt e l’avvenimento tanto atteso è volato via così velocemente da avermi lasciato uno strano vuoto dentro, una sensazione di mancanza e la consapevolezza che poche ore sono veramente insufficienti per chi non vede professori e compagni da ben 20 anni! L’avevo immaginato diversamente questo momento, ma non per questo ne sono rimasto deluso, anzi, per niente.
Il momento più emozionante è stato l’incontro con “La Prof” Giuffrida e Fr. Giuseppe Ancellotti, miei professori delle medie: desideravo fortemente rivederli e per questo avevo lanciato il mio “Dove sei?” già da Dicembre 2006 e non mi ha colto di sorpresa scoprire che il loro desiderio di rivedere noi tutti era forte quanto il mio di vedere loro. Certo, ho perduto anche adesso l’occasione propizia, che attendevo da 25 anni e che affido adesso a queste righe, per ringraziarli e confidargli la mia profonda gratitudine per aver nutrito l’acerba curiosità e intelligenza di un ragazzino non solo di nozioni e conoscenze, ma soprattutto di valori, ideali, principi che non mi hanno mai più abbandonato e che mi hanno guidato in tutte i momenti importanti della mia vita. Avrei voluto dir loro solo questo, aprir loro il mio cuore e dire una sola parola: GRAZIE, ma l’assalto pacifico ed il bagno di folla di “ex-alunni” che ha accolto entrambi ha fatto ben presto sfumare ogni possibilità di intimità per questa “innocente confessione” di quello che era (e forse continua ad esserlo) un “ragazzino” idealista, piuttosto timido e riservato. Stesso “bagno di alunni” è toccato al mitico Fr. Lanfranco, una colonna dell’Istituto  Leonardo da Vinci, sempre lucido, presente e dalla logica infallibile, come un moderno “Spock” dalla famosa serie TV di quegl’anni “Star Trek”. Noi ex-alunni abbiamo adesso un debito in più verso di lui per come cura il sito web del LdV e soprattutto la sezione dedicata a noi nostalgici “ex”.
E che dire del buon Paolo D’Antone, prof. di educazione fisica, maestro nell’incanalare, con giovialità e affabilità, nelle diverse discipline sportive, la nostra esuberanza giovanile, la ns inesauribile energia e voglia di vivere. Di “giri di pisssta” ne abbiamo fatti da allora, di traguardi ne abbiamo tagliati ed al buon D’Antone va indubbiamente il merito (senz’altro nel mio caso) di averci insegnato a stringere i denti per raggiungere un obiettivo e spingere sempre un poco più in là i nostri limiti.
Peccato che siano mancati all’evento altri docenti che pure hanno segnato i nostri anni di liceo: i professori Giuseppe Sciacca, Sperlinga, Fichera, Giuseppe Barbaglia, etc.
Altri hanno senz’altro seguito da altrove, con uno sguardo affettuoso, questa riunione di umani mortali e a loro non può che andare il nostro ricordo più affettuoso ed una preghiera di ringraziamento: Fr. Tito, Fr. Venanzio, il prof. Biancarosa, la vostra dedizione all’insegnamento è stata superata solo dalla pazienza che avete dimostrato nel sopportare una classe particolarmente vivace e irruente, per usare solo due eufemismi.
Ecco, questi sono alcuni dei ricordi che voglio serbare di questo primo ventennale oltre all’incontro più intimo e ristretto avuto quella stessa sera a casa di marco Vitale, quello di alcune sere dopo con altri compagni di classe, le loro famiglie ed i loro, i nostri bambini, forse l’unica vera e chiara prova che gli anni, i decenni sono veramente trascorsi e che siamo invecchiati, nonostante il raptus adolescenziale che ha a tratti ha caratterizzato la serata (complice forse anche il caldo che ha senz’altro dato alla testa a qualcuno), ma siamo anche maturati, al punto tale da sentirci pronti ad avere fiducia, a credere ed investire nel futuro il nostro bene più prezioso: le nostre famiglie ed i nostri bambini.
Voleranno via altri anni fin quando ci rivedremo tutti, ma l’augurio è che tutti possano conservare vivo nella memoria i 27 destini che per 5 anni, e per molti anche più, si sono incontrati ed intrecciati e come una ragnatela si sono poi dipanati in disegni ignoti e fantastici e che per un attimo sono tornati nuovamente a toccarsi in occasione del primo ventennale degli ex-alunni del 5° scientifico sezione A. (
Jean Paul Lodzinski)

 14 giugno 2008: Vent'anni dopo... riecco per un giorno la VB del "Leonardo"
"1988-2008: la leggenda continua" All’insegna di questo motto sabato scorso (14 giugno) si sono incontrati gli ex alunni della 5ª B del liceo scientifico dell’istituto Leonardo Da Vinci, che esattamente venti anni fa conseguirono la maturità: sono Giuseppe Barresi, Salvo Bartolotta, Danilo Chiavetta, Gianmarco Costanzo, Alfio Giuffrida, Fabio La Ferla, Marcello Laneri, Paolo Marsala, Simone Mignemi, Simone Milani, Salvatore Nicolosi, Massimo Oliva, Gaetano Palumbo, Domenico Pappalardo, Ivo Parlato, Antonio Privitera, Fabio Raimondo, Antonio Reforgiato, Flavio Stella, Roberto Strano, Andrea Terranova, Toto Torrisi e Alfredo Zermo. Un incontro emozionante per i ventisei ex alunni di quella classe che si erano lasciati venti anni fa come ragazzi di belle speranze e oggi si sono ritrovati «grandi», laureati, inseriti nel mondo del lavoro e con una famiglia. Ma l’incontro si è trasformato subito nell’occasione giusta per tornare indietro nel tempo e rivivere la spensieratezza di quel periodo: a ciò hanno contribuito anche gli indimenticati professori di quella classe, come Fratel Alfredo, Fratel Lanfranco e Paolo D’Antone. Soltanto quattro ex alunni non hanno potuto partecipare alla rimpatriata, alla quale però sono intervenuti alcuni amici delle altre classi parallele di maturità.
Tony Zermo "La Sicilia" 20 giugno 2008
Foto dell'incontro

 30 agosto: Trentennale maturità: 1978-2008
ARCO E FRECCE
La prima comunicazione aveva il carattere dell’iniziativa quasi “carbonaresca”…. un sedicente comitato – di un paio di persone – si proponeva di organizzare il TRENTENNALE della maturità del V Scientifico del Leonardo anno 1978.
In queste situazioni, ricomporre il quadro dei partecipanti è un po’ come vestire i panni degli investigatori di razza: si tratta di scovare nomi, recuperare dalla soffitta agende e diari di classe impolverati, individuare indizi di presenze, elencare indirizzi e numeri di telefono….ma noi lo sappiamo che Maurizio MAZZA è “caruso a posto” metodico, riflessivo e tenace e così verso il 20 di agosto il provvisorio lascia spazio alla definizione.
Per gli ultimi affinamenti organizzativi il team si arricchisce della pregiata disponibilità  di Antonio SIGNORELLO. Ormai si passa alla fase esecutiva……
SABATO 30 AGOSTO ORE 1700 RENDEZ VOUS AL LEONARDO
E’ come l’archeologo che preso in mano il reperto lo confronta con un catalogo fotografico: è sufficiente osservare Enrico GRASSI nelle foto, sembra dire…. ma non è possibile che Carmelo GERBINO sia senza capelli…sarà il fratello. Le modificazioni sono intervenute e qualcuno deve dichiarare la propria identità per evitare che lo si scambi per uno sconosciuto. Per alcuni il tempo ha solo ingigantito le forme…vero Adolfo VEROUX??
Il cuore sobbalza ad ogni forte abbraccio e, come rileva Marcello GRAVAGNA, la sensazione è che  “…tra i tanti abbracci fatti nella nostra vita, quelli siano tra i pochi  veri, fatti con il cuore “.
Trenta anni dopo. Noi e  il Leonardo. Ci cerchiamo con gli sguardi, con la battuta schietta, con il soprannome, con la naturalezza di chi ha il medesimo DNA  trasmesso dallo stesso genitore: il Leonardo da Vinci. Ognuno si avvicina all’altro, ed è naturale chiamarsi di nome…il cognome sembra essere uno sbarramento; vogliamo subito dirci tutto in pochi minuti come se ci fossimo lasciati …ieri, a giugno 1978.
Nessuno ostenta titoli accademici, obiettivi professionali o traguardi di successo. Siamo ancora sui nostri banchi con lo spirito di quel tempo e la voglia di pensare che Marcello FARKAS e Checco VIRLINZI siano assenti giustificati per scansare una interrogazione di Fr. TITO.
Già Fr. TITO. Quante volte lo abbiamo nominato. Ci scusino gli attuali confratelli, ma Lui è la figura centrale dei nostri discorsi e ricordi. Qualche ora dopo Antonio SIGNORELLO ci avrebbe regalato un suo personale contributo che permetteva di capire la dimensione dell’impatto del maestro sull’uomo. Le sue non erano aride lezioni ma, come si direbbe oggi, degli
open talks interattivi che coinvolgevano tutti nella discussione e…. tenevano gli altri professori a passeggio nei corridoi.
Un rapido sopralluogo della classe e di altri ambienti scolastici confermava che l’esperienza ci ha segnato. Enrico GRASSI arriva a ricordare le gustose pizzette a 50 Lire che il bidello Ignazio vendeva “fredde con i gelati caldi”, e che riempivano le ricreazioni insieme a qualche sigaretta clandestina.
A MESSA
Forse i  parrocchiani di Belsito si saranno chiesti chi fossimo per provocare un ritardo della messa vespertina. Don Salvatore DI GERONIMO già nostro professore di filosofia – celebra con intensità sottolineando che il portato dell’effimero non costituisce la vera ricchezza della vita. Una vita senza Cristo al centro è, per noi cristiani, di fatto  assolutamente povera  anche a fronte di cospicue materialità .
Il nostro incontro si inquadra in questa dimensione di centralità dei valori cristiani e quella sera tutti ci stavamo arricchendo: dopo trenta anni percepivamo la conferma degli insegnamenti e dei sentimenti.
Ancora un pensiero a Marcello e Checco.
DA SEBY COSTANZO
Un evento importante lo si ricorda per diversi aspetti. La gentile ospitalità e la raffinata eleganza di Seby COSTANZO non la dimenticheremo più: la parte conviviale ha avuto infatti come cornice la bellissima villa di Seby. La serata tiepida ha permesso di continuare il confronto di esperienze e ricordi accompagnati da calici di ottimo vino, che nessuno disdegnava e qualcuno come Federico STELLA, con timidi bluff, raddoppiava puntualmente. 
Aiutati dagli scritti “d’epoca”, conservati nelle agende e nei diari scolastici, abbiamo ritrovato numerosi racconti personali e cronache di storie vere o di fantasia che evidenziavano una nostra diffusa propensione a scrivere secondo matrici comuni come la fortissima energia spirituale. A questo proposito, se Francesco PALMISANO avesse pubblicato i suoi resoconti forse oggi godrebbe di lauti diritti d’autore pur se, scoperto dalle imbeccate ricevute da chi gli vive accanto, miete proseliti ed ammiratori da cantante ed attore navigato.
Con le note di Frank Sinatra si è materializzato un alone di romanticismo, che in queste occasioni ha il suo giusto ruolo, diventato orgoglio di gruppo quando Seby  ha voluto condividere l’intimità di un suo libro il cui titolo, “Vivendo Vedendo”, sembrava perfettamente intonato come la splendida voce  di Francesco.
Chissà se Gianluca (figlio di Seby, presente alla serata) avrà la fortuna ed il privilegio di vivere con i suoi amici leonardini l’esperienza del padre. Glielo auguriamo noi “vecchietti esauriti” desiderosi di immaginare il nostro futuro, come nel ’78, ancora in modo foscoliano: con il cuore che vibra ancora di sentimenti e con la forza delle idee che scuote chi ci sta vicino.
Molte volte ci siamo chiesti come simboleggiare la scuola al di fuori dei luoghi comuni ( maestra di vita….. palestra di cultura….), dopo il nostro incontro ci piace pensare al Leonardo come un potente arco che, teso da formidabili arcieri, ha scoccato le sue frecce….
NOI, che, maturati dal 1978, saettiamo decisi e risoluti per dire al mondo grazie Leonardo da Vinci. (Ciancio Blasco)
Foto dell'incontro

 30 agosto 2008 - Trentennale: 1978-2008
alla cortese att.ne carissimo fratel Lanfranco.
Alla presente, allego quanto ho voluto comunicare ai miei ex compagni, riferendomi a tutto  ciò che ha mosso dentro, il ns. indimenticabile incontro di sabato scorso.
Ritengo sia giusto anche per Voi, artefici....di quello che in buona parte siamo...oggi, poter essere resi..sempre, partecipi dei nostri percorsi..importanti; se lo riterrà opportuno, potrà inserire questo mio pensiero nel resoconto del ns. incontro del 30.08.2008.
Con affetto.
Marcello Gravagna (orgogliosamente ex alunno della V scientifico LdV anno 1978).
                                      Allegato e Foto dell'incontro

   30 agosto: Trentennale maturità: 1978-2008
Carissimo Fratel Lanfranco,
è trascorso già più di un mese da quel pomeriggio del 30 agosto in cui si sono riannodati quei fili spezzatisi trent’anni fa, quando, al termine degli esami di maturità, i nuovi impegni di noi ormai “adulti” e ancor più la distanza per chi, come me, è “emigrato al nord”, ci hanno allontanati.
Tuttavia è ancora viva dentro di me l’emozione provata quella sera, che ho già descritto, in una e-mail, ai miei amici (ex compagni di quella V liceo scientifico) con parole scritte di getto, così come il cuore le suggeriva, e che pertanto non potrebbero esprimere meglio le sensazioni che ho provato, di cui voglio renderLa partecipe, riportandole in allegato.
Le invio, inoltre, le foto scattate da me in quell’evento, che, se vorrà, potrà aggiungere a quelle già pubblicate sul sito internet.
Infine, accogliendo la richiesta da Lei fattami in quell’incontro, le invio anche le foto di alcuni “cimeli” del “Leonardo da Vinci”, ritrovati in un cassetto presso la mia vecchia abitazione a Catania, dove attualmente vive mia sorella. In particolare: la scatola “damascata” di Fratel Amedeo (anno 1970), che conteneva le attrezzature da disegno, alcune medaglie della 2° elementare (anno 1967) date nella premiazione di fine anno scolastico al “Teatro Metropolitan” come riconoscimento per il profitto conseguito ed infine la targa ricordo per la maturità a fine V liceo scientifico (anno 1978).
Nel salutarLa, colgo l’occasione per ringraziare ancora una volta il “Leonardo”, con il suo Direttore Fratel Bartolo, e Lei Fratel Lanfranco per aver permesso la realizzazione di quell’incontro nella giusta location, in un’atmosfera quasi surreale, come in un “flash back” dove, dopo un effetto dissolvenza ed un accordo di arpa, ci si ritrova “ragazzi” con il medesimo spirito goliardico e l’entusiasmo di trent’anni fa…. come se ci fossimo salutati solo da trenta giorni!
                   Quirino Giacometti (ex alunno della V liceo scientifico a. s. 1977-78

Ecco commento di "Una serata indimenticabile" di Quirino "emigrato al nord”
Da buon militare, essendo l'appuntamento al Leonardo alle ore 17.00, mi son presentato sul posto alle 16.45 per essere il primo. Mi sbagliavo, però, perchè Blasco, militare ancor prima di me, mi ha preceduto. Tuttavia, dopo quel primo abbraccio intenso, l'emozione che cresceva in me ad ogni rallentare di un'autovettura nei pressi del cancello del Leonardo è paragonabile, probabilmente, a quella di un fanciullo che si accinge a scartare i pacchi di Natale sotto l'albero, impaziente di scoprirne il contenuto: e allora ecco quel cercare un volto "familiare" dietro quei finestrini coperti di riflessi, riconoscere quegli sguardi che dopo trent'anni non hai dimenticato e infine ritrovarli in un "forte" abbraccio, di quelli "veri" che citava Marcello Gravagna.
Ripercorrere quei corridoi che per anni hanno guidato i nostri passi, mi ha fatto riflettere che ancora oggi continuano a farlo, per l'imprinting che il Leonardo ci ha dato (...L'Arco e le Frecce di cui parla Blasco).
E poi il resto della serata trascorsa tutti insieme a messa da Di Geronimo, ex professore e ora di fatto sacerdote, e a casa di Seby (che persona squisita!) mi hanno fatto "rivivere" quei momenti che tante volte ho ricordato con nostalgia, magari parlandone ai miei figli, quando mi chiedevano: <<papà, ma ai tuoi tempi cosa facevi con i tuoi compagni di scuola?>>.
Non vi nascondo che ogni istante, ogni episodio di quella magnifica serata mi ha arricchito dentro e mi ha regalato momenti che ormai mi appartengono indissolubilmente, come l'aver scoperto quel "talento nascosto" di Frank Palmisano, che, per quanto abbiamo potuto vedere o meglio sentire, con Sinatra non ha in comune solo il nome.
Sono convinto che, se non fosse stato per la "buona creanza" che le nostre famiglie ed anche il Leonardo ci hanno trasmesso e che ci ha "costretti" alle 3.00 inoltrate a ringraziare Seby dell'ospitalità, la serata sarebbe potuta continuare fino all'alba, senza il minimo segno di noia o di stanchezza, nonostante l'età, da parte dei presenti.
Anch'io, pertanto, ringrazio Maurizio, Seby, Antonio e Lanfranco per aver reso possibile questo evento, ma soprattutto ringrazio tutti voi per quello che mi avete fatto provare, per l'emozione che mi avete fatto vivere e per aver reso questo evento irripetibile (...ma solo da parte di altri, noi invece ripetiamolo, magari non aspettando altri trent'anni!).
L'unica "nota stonata" della serata è stata, purtroppo, l'assenza di coloro che per causa di forza maggiore non hanno potuto partecipare, ma che spero di incontrare in un'altra occasione per colmare quel "vuoto" lasciato in questo magnifico mosaico. Checco Virlinzi, Marcello Farkas e nostro Fratello Tito invece c'erano, erano lì con noi anche loro, solo che a differenza di tutti noi i loro volti non sono cambiati, freschi, sorridenti e pieni di capelli arruffati, come nelle foto che "TENUTE MAZZA" ci ha inviato.
Al rientro a Siracusa i miei figli mi hanno chiesto come fosse andata la serata, ma non ho trovato nessuna parola che potesse descrivergli cosa avessi provato. Gli ho solo augurato di poter un giorno fare anche loro questa incredibile esperienza, con i compagni di adesso.
                  Quirino Giacometti (ex alunno della V liceo scientifico a. s. 1977-78
foto dell'incontro

 5 settembre 2008: Classe 1931
Sono un ex alunno del Leonardo Da Vinci vecchia edizione. Ho frequentato ininterrottamente l'istituto dalla 2a elementare (con fratel Temistocle) nel 1936 alla licenza liceale conseguita nel 1948, preside e mio professore
d'italiano Fratel Mansueto Luigi Guarnacci e Ispettore e mio professore di matematica e fisica Fratel Oreste, divenuto successivamente direttore nella nuova sede. Nelle foto che avete pubblicato ed esattamente in quella con i
comunicandi (tutti di bianco vestiti) mi sono riconosciuto in prima fila all'estrema destra per chi guarda la foto.
Pur ritornando abbastanza spesso a Catania non conosco la nuova (!) sede
dell'Istituto.
Complimenti per il contenuto del sito.
Francesco Saverio Campisi, classe 1931
Piazza De Gasperi 41 - 35131 Padova

 

 5 marzo 2010: Riunione dei Maturati del 1974
Caro Lanfranco,
Userò un po' la prima persona singolare e un po' la prima plurale perché voglio parlare a nome mio e nome degli altri che ho già risentito dopo il nostro incontro.
Siamo stati immensamente felici di averti fra noi per la riunione (vocabolo quanto mai adatto..)  che aspettava di vedere la luce da 35 anni (perdonami il tu ma è necessario per abbattere ogni barriera e parlare col cuore).
Siamo stati felici perché hai assistito in diretta alla nostra felicità nell'incontrarti e nell'incontrarci.
Felici perché le distanze del tempo e dello spazio, in un attimo sono state cancellate dagli abbracci, dai sorrisi e dalle battute.
E felici di vederci felici.
La mattina dell'incontro mi sono svegliato con le lacrime e le stesse sono tornate l'indomani quando ho accompagnato all'aeroporto l'ultimo di noi che rientrava a casa.
In un mondo che sembra andare di traverso siamo rimasti amici.
Senza girare troppo intorno, vogliamo esprimere la nostra riconoscenza a te ed al Leonardo perché grazie alle regole, ai principi, ai valori, allo sport, all'attenzione prestataci, in alcuni casi per tredici anni, c'è qualcosa che ancora ci unisce e guida con una forza che tu hai toccato con mano.
Ci dispiace di non esserci mossi prima, avremmo potuto ringraziare e abbracciare qualcuno che non c'è più, ma siamo felici di non aver esitato ulteriormente.
E ha funzionato.
Non sai quanti commenti positivi continuano ad arrivare e a commuovermi.
Arrivederci, il viaggio continua.
Con gratitudine i  diplomati del classico 1973-1974.
Se non ho scritto bene mi saprai perdonare. Tu sai che la mia passione era (ed è anche per lavoro...) la Matematica.
..e grazie per avermi messo faccia a muro in secondo classico
..

 5 marzo 2010: Riunione dei Maturati del 1974
Cari excompagni di scuola e limitrofi,
l'ex che ci accomuna è un tranello della memoria: può diventare una scoria del tempo che fu; può consolidarsi in un monumento -una lapide- a cui recare omaggio con fiori, groppo alla gola e lacrimuccia instabile.
Per me, né l'una né l'altra.
Per me voi eravate "ex" -e lo ero anch'io per voi; persino io sono "ex" a me stesso- soltanto in uno spazio (il leonardo da vinci) che ci ha accolti insieme per anni -e gli anni sono cronologia; il "tempo" che si fa memoria e tutt'altro-. La memoria relativa, per me, -quella che leale ti si presenta davanti, sorridente e faceta; quella che a volte ti sorprende alle spalle, sbirra e infamona- era, sino al 5 di marzo: alcuni amici, pochi; ricordi, tanti.
La serata trascorsa insieme ha centrifugato ogni cosa: anni, spazi, amici, conoscenti, ex, ricordi, memorie. Prevarrà una forza centripeta? Ve ne darò contezza, successivamente: me ne darete contezza voi, se vorrete. Se questa forza si manifesterà, non potrà che chiamarsi TEMPO.
Quando un avvenimento stravolge il già consolidato, io lo chiamo importante: allora, è stata una serata importante per me. Per aver preparato con tenacia questo accadimento, dopo avergli reso omaggio personale per e-mail, pubblicamente ringrazio Alfio. Applauso! Richiesta di bis? Repetita non iuvant. Bisognerebbe ritrovarsi diversi e diversamente: magari non più da ex ma da attuali; far precedere il memento -rimpianto?- del tempo che fu, dal momento -tormento?- di ciò che siamo. Non per stabilire chissà quali legami: soltanto per divertirci ancora; e magari di più.
Un abbraccio a tutti voi, miei cari ex ed attuali dall'attualmente ex
nino romeo

 5 marzo 2010: Riunione dei Maturati del 1974
Roma 23.03.10
Caro Alfio
Cari "già" Compagni di Classe
Complimenti per la Tua caparbietà organizzativa.
Per il confortante risultato conseguito, Ti terrò debitamente presente ove qualora intendessi convolare a nuove nozze. Parimenti Ti ringrazio dell'esaustivo book-fotografico.
Non Ti nascondo che, non avendo partecipato, la curiosità l'ha fatta da padrona, tant'è che ho operato un accurato riscontro tra le foto vintage, e le attuali.
Con buona approssimazione, credo, di essere risalito, quasi, a tutti.
Non di meno, per risparmirVi improbi sforzi, mi guarderò bene dall'inviarVi una mia foto attuale.
Peraltro non ho percepito, in nessuno di Voi, il clima deja vu che, ahinoi, caratterizza questa tipologia di incontri.
Il tutto, mi sembra, anche confortato dalla prosa di Nino Romeo che ho letto con piacere, e di gusto. 
Un abbraccio a tutti Voi
Giovanni Giuffrè 

     5 aprile 2010     
Carissimi Fratelli delle Scuole Cristiane
Gent.mo Fratel Lanfranco Fiorani,
     ben 52 anni fa ho conseguito il diploma di maturità classica nel "mitico" Istituto Leonardo da Vinci di viale Libertà (anno scolastico 56/57).       
      Oggi, pensionato ultrasettantenne, Vi scrivo con grande commozione dopo aver scoperto la foto di classe dell'epoca (1957) inserita sul sito curato -penso- da fratel Lanfranco in modo impeccabile.
       Con frenesia ho sfogliato gli annuari (ginnasio e liceo) che gelosamente conservo ancora nella mia modesta libreria della casa ove abito a Roma dal 1967.
       E' impossibile dimenticare i miei eccezionali educatori (frat. Ruggero, Oreste, Remigio,Temistocle, Teodato); altre persone quali mons.Ciancio, padre Rotolo e l'impeccabile portiere Francesco Litrico; la cappella, la palestra, il cortile della ricreazione e dei saggi ginnici annuali condotti dal prof. Montalto; le prime gite scolastiche effettuate a Roma e nelle città della Toscana; le esibizioni canore al teatro Metropolitan e gli  spettacoli nel teatro-salone dell'Istituto con gli attori-alunni anche della mia classe (Gulisano,Guzzardi, Piscopo, Puleio, Li Destri O., Muscarà, Trigona, Beneventano, Ferreri M.....).
       Un caro ricordo anche dei compagni, alcuni divenuti validi professionisti (Scialfa, Falsaperla, Muscarà...) che tanto lustro hanno dato al Leonardo da Vinci, ed altri tristemente e prematuramente scomparsi (Giuseppe Santagati, Carlo Loreto).
       Grazie, cari Fratelli della famiglia Lasalliana per i Vostri insegnamenti che hanno guidato e illuminato la mia vita trascorsa.
      Con immensa gratitudine.
                                                         Carmelo  Roccasalvo

  Londra, 16 - 12 - 2010
Carissimi Fratelli
solo per caso mi sono trovato a navigare nel sito del Leonardo
e con grande piacere sono riaffiorati bellissimi ricordi ed emozioni indimenticabili
vivo da 15 in Gran Bretagna ma sempre rimarrò un LEONARDIANO
grazie di vero cuore

Cristiano Amato 
KIS GULF: Kuwait International Services
www.kuwait-int-services.com
Italy :    +39 3407270049
U.K. :     +44 7534020069Kuwait:  +965 65000014
Skype:  kuwait.international.services
 

  3 aprile 2011
Caro Fr. Lanfranco, si ricorda di me?

Ma sì, sono il Suo ex alunno Orazio Illari del Leonardo da Vinci di Catania (V Sc.A – maturità 1997). Come sta? Tutto bene?

Giusto qualche giorno fa ho pensato a Lei, a Fr. Alfredo ed a Fr. Pio. Ero in cantiere, a Siracusa, e chiacchierando con un collega il discorso è caduto sull’ing. Attilio Grassi, da poco scomparso. Mi è dispiaciuto tanto, un pezzo di storia della nostra città che è andato via. Lungo la strada del ritorno verso casa ho avuto un tuffo al cuore e mi sono tornati in mente gli indimenticabili giorni trascorsi al Leonardo. Quanti bei ricordi! Non basterebbe un libro per scriverne la metà…

Nel mio studio fa bella mostra di sé la targa ricordo della maturità ed il diploma, accanto alla laurea. Sa, per me, come penso per chiunque abbia vissuto l’ambiente, è stato sempre un motivo d’orgoglio e d’onore l’aver fatto parte del Leonardo.

Spesso, navigando in Internet, mi soffermo nel bel sito del Leonardo: semplicemente stra-or-di-na-rio! Continui sempre ad abbellirlo.

Ma non Le ho detto di me. Come penso ricorderà svolgo sempre la professione di ingegnere elettrico e mi sono ormai specializzato nella progettazione e realizzazione di impianti elettrici industriali per grosse strutture di vendita (centri commerciali, ipermercati ecc…). In sostanza seguo tutto l’iter della parte impiantistica: dal pensiero di progetto alla realizzazione fisica dell’opera. Prima giravo anche fuori dalla Sicilia (Lazio e Lombardia soprattutto) ma da quattro anni ho cambiato azienda e mi muovo solo qui, particolarmente nella parte occidentale della Regione. Gli impegni sono notevoli e talvolta si fanno lunghe trasferte (viaggiare giornalmente sarebbe infatti impossibile). Per fortuna mia moglie è molto comprensiva (ha una meravigliosa mentalità scientifica essendo docente di Matematica e Fisica) e ci si viene incontro. Pensi che l’anno scorso per i primi 6 mesi ho affrontato 5 cantieri nella zona tirrenica e negli ultimi 3 mesi altri 2 cantieri nell’agrigentino. Tornavo a casa solo nel week-end. Quest’anno invece sono stato più fortunato perchè mi muoverò fra Siracusa ed Enna almeno fino a Settembre. Almeno così spero di poter passare a scuola per salutarLa… per un motivo o per un altro non mi faccio vedere da più di un anno e me ne rammarico. Comunque, in mezzo a queste fatiche lavorative ci sono per fortuna anche tante soddisfazioni. Certa è una cosa: le basi per lo studio accademico prima, e per la vita professionale dopo, mi sono state date da grandi educatori. Sono certo infatti che il mio pensiero ed il mio modus operandi di oggi siano il frutto dell’operato dei miei maestri leonardiani.

Anni fa leggendo un articolo di cronaca su un giornale locale mi colpì una frase: “quasi tutta la classe dirigente catanese si è formata al Leonardo da Vinci”. Ogni giorno che passa capisco quanto ciò sia vero.
Grazie sempre Fr. Lanfranco per i suoi insegnamenti, scientifici e di vita. I progetti che oggi sviluppo poggiano su solide basi: quelle che Lei ed il Leonardo mi avete donato con ineguagliabile professionalità.

Grazie per tutto.

Mi stia bene e ricordi me e mia moglie nelle Sue preghiere. Speriamo di venirLa presto a trovare.

Non voglio rubarLe altro tempo e dunque La saluto con immenso affetto e stima.

 Il suo ex alunno

Orazio Albert Illari

 

 

  11 giugno 2011
RadunoMaturità classica 2011
Chi l’avrebbe mai pensato trent’anni addietro che con poche digitazioni in un telefono, e poi in una tastiera, potessi contattare tutti i miei compagni di classe. Sì, trent’anni dal nostro congedo scolastico.
Era troppo ghiotta l’occasione per non organizzare una rimpatriata. Procuratomi i recapiti, spedisco gli inviti per posta elettronica (quante copie di compiti ci saremmo potuti passare, senza temere l’intercettazione di fogli volanti). Immaginavo una corale adesione, ma non avrei pensato di accendere un dibattito filosofico sul senso del tempo trascorso. Scambi ripetuti di messaggi al punto da convincere Nicola (o, meglio, sua moglie Caterina) a creare un blog tutto per noi. Data stabilita, l’11 giugno. Tre defezioni per impegni fuori sede, una non pervenuta, per il resto tutti presenti. Anche Alfonso e Maurizio, giunti apposta da Milano e Roma per l’occasione.
Inizialmente in cortile, appoggiati alla stessa finestra di nostro stazionamento prima del suono della campana, poi all’ingresso per l’accoglienza calorosa di Fr. Lanfranco e del direttore Fr. Bartolo. Quante immagini, flash-back e, sono sicuro, lucciconi. Con lo sguardo rivedevo fr. Tito in attesa del fischio d’ingresso, fr. Amedeo a regolare il traffico nei bagni, fr. Lorenzo a strizzarmi l’occhiolino prima di buttarmi fuori dalla classe.
Se i sorrisi si potessero trasformare in energia, la nostra terra vivrebbe di rendita per quelli immagazzinati quel giorno. Gioia, non di circostanza, ma prorompente dalla nostra anima per un’occasione che, inconsapevolmente, sembrava fuggire il passare del tempo e riportarci a momenti in cui dominavano i sogni (molti di noi hanno realizzato più di quel che speravano; ma nei sogni c’era un pizzico di immortalità che la crescita cancella).
Quindi in Chiesa per un privilegio che pochissime altre classi leonardiane possono vantare: la Messa officiata da uno di noi, Don Mario Torracca, sornione e indulgente sulle goliardate di qualcuno. Poi in classe. I professori Bella, Sperlinga e Torrisi, alternandosi nell’appello, ci davano occasione per avvicendarci alla cattedra e, in un paio di minuti, raccontarci. In ognuno rivedevamo il ragazzo del 1981, allora impegnato in interrogazioni, adesso tracciare bilanci di vita che, allora, ci sembravano chimere. Il tutto in un contesto di scherzi, gesti e versi identici a trent’anni addietro.
Per il pranzo trasferimento a casa di uno di noi, con un alternarsi di cibo e lettura di frasi storiche di nostri professori, sapientemente custodite da Giovanni e Walter.
Unico rammarico, il commiato, ma con promessa di prossimo incontro.
Complicità, simbiosi, comparaggio. Comunque la vogliamo definire ci siamo sentiti parti di un insieme, per nulla dissoltosi con il tempo. Gli stessi nostri professori trasmettevano una sensazione di piacere per trovarsi insieme ai “loro” ragazzi, sentendosi artefici di quello spirito comunitario che si respirava in ogni istante.
Non è stato un rito formale, ma un irrefrenabile impulso. Il desiderio di stare insieme a chi, in modo partecipe o silente, è stato testimone di una piccola e umile epopea che ci ha trasformato in uomini; con la certezza, per quel che abbiamo vissuto l’11 giugno, di essere cresciuti onorando l’umanità che ci è stata insegnata. Non è stato certo il pensiero di "come eravamo", ma la consapevolezza di ciò che siamo grazie a quel che allora costruimmo, con l’attenta sovrintendenza di docenti e Fratelli lasalliani.
Un sentito grazie a fr. Lanfranco che mi ha collaborato nell’organizzazione di un evento e a fr. Bartolo per l’ospitalità, chiedendo loro di metterci una classe perennemente a disposizione ove incontrarci per perpetuare l’effetto balsamico di quella giornata.
Enrico Trantino

 

 

  16 giugno 2012

Trentennale Maturità della Classe 5° Scientifico A - 1982-2012
Un tuffo nel passato per far riemergere i ricordi degli anni più spensierati, riportare a galla episodi vissuti insieme tra i banchi i scuola e rivivere festosamente la goliardia da liceali di allora nel dolce rimpianto di quei momenti immensi ed unici. Correva l’anno 1982, un afoso giugno tutto catanese, era l’angoscioso anno della maturità per trentatre alunni del liceo Scientifico Sezione A del prestigioso Istituto Leonardo da Vinci di Catania, unico obiettivo superare l’esame, nessuno pensava all’immediato futuro, prospettarsi trent’anni dopo era pura fantascienza. Ma il tempo ha fatto il suo inesorabile corso, tutti i “Maturati” di allora oggi sono divenuti stimati professionisti inseriti nei campi più svariati della società che conta: diversi medici, altrettanti avvocati ed ingegneri, dirigenti di aziende internazionali e nazionali, commissari di polizia, dirigenti scolastici, registi cinematografici, esperti di computer, liberi imprenditori. Strade diverse, traguardi prestigiosi, ed è questa la migliore testimonianza della validità di quella pedagogia ed identità lasalliana che, dopo trenta anni, ha dato le basi a quegli spauriti maturandi degli anni ottanta per diventare veri e responsabili uomini tenuti ancora orgogliosamente legati dall’essere leonardiani, lasalliani e cristiani, per sempre. Un legame rinsaldato dalla rimpatriata organizzata in occasione del trentennale, appuntamento, ovviamente, al Leonardo per giocare una partita di calcio, come una volta ma suoi nuovi campi in erba sintetica della Leo Soccer, ben diversi  dalla pietraia di allora. Capelli grigi, qualche “maniglietta” ai fianchi, acciacchi muscolari, dolori scheletrici ed articolari sparsi non hanno impedito che si svolgesse la partita, nuovamente in campo dopo trenta anni, si rivedevano:  Dino Catalano, Antonio Cavallaro, Antonio Consoli, Giancarlo Conte, Alessandro De Gaetani, Daniele De Girolamo, Gianni Di Bella, Giuseppe Grasso, Renato Laneri, Renato Lombardo, Nino Marletta, Marco Musumeci,  Angelo Nicotra, Gianluca Paravizzini, Marcello Pistone, Santi Privitera, Maurizio Rendo, Aurelio Zanuccoli. Hanno assistito alla gara: Fabio Adesso, Daniele Ministeri, Toti Garozzo, Marco Santagati, Giuseppe Spina ed Edoardo Boscarino. Assenti per impegni forzati solo: Orazio Aiello, Pietro Baglio, Nicola Biriaco, Michele Chiovetta, Maurizio Distefano, Riccardo Vighetto, Giovanni Sorbello. Conclusa la partita, più per la fatica che per indicazione del cronometro, si è dato inizio alla seconda fase della rimpatriata: tutti in classe, seduti negli stessi posti di allora, a ricordare gli episodi più divertenti, presenti anche il sempreverde Fr.Lanfranco, “temutissimo” docente di matematica e fisica, ed il simpaticissimo ing. Ninni Fichera, sempre stimato insegnante di Educazione Artistica. Prima della cena conviviale un commosso e sincero ricordo per gli indimenticabili Fr.Tito Carosi, stimato preside di allora, Fr.Venanzio Panariello, vulcanico docente di italiano e latino, Giuseppe Biancarosa, grande tifoso del Catania ed insegnante di lingua inglese e Alessandro D’Agata, sfortunato compagno di classe scomparso per un male incurabile qualche anno dopo la maturità. Poi un brindisi con la rilettura degli aneddoti scolastici trascritti quotidianamente sul quadernone di classe, la sorpresa con la grande torta riportante la foto di classe dell’ultimo anno con la significativa scritta: “Trent’anni insieme…”. A notte fondo l’abbraccio finale e l’appuntamento per tutti a giugno 2022, data del quarantennale, da rivivere ancora insieme. (Gianni Di Bella)

 

 

 22 giugno 2012
Riunione del Trentennale dalla Maturità della V Scientifico B 1982.
L’appuntamento era per le 18.00 al Leonardo: io puntualissimo come non mai e in ansia come se dovessi fare gli esami di maturità. Non vedo nessuno, incomincio a pensare che magari i miei “compagnetti” mi abbiano abbandonato o non sia riuscito a convincerli a rivederci tutti dopo trent’anni. Man mano che passano i minuti le mie paure incominciano a svanire, già alle 18.30 eravamo in quattro. Alla spicciolata arrivano ad uno ad uno gli altri. Un’emozione bellissima e  molto forte. Con qualcuno di loro non ci vedevamo veramente da trent’anni! I ragazzetti lasciati diciottenni si ritrovavano ormai stimati professionisti, fortunati imprenditori e padri di famiglia…..       Un tuffo nel passato a ricordare gli anni passati insieme in classe e fuori dalle classi, sul vecchio campo da calcio del Leonardo, nei corridoi della Scuola, sulle ringhiere di ferro a ricreazione e all’uscita. Dopo aver fatto le foto nella terrazza dell’androne e quelle di rito sui gradoni d’ingresso (ripetendo lo stesso ordine delle foto di classe “La Magna”), Fr. Lanfranco ci ha condotto in chiesa per un breve momento di preghiera e di raccoglimento. Emozionatissima la “gita” organizzata nella classe dove ancora sopravvivono i “nostri” vecchi banchi e dove avevo già posizionato il registro dei giudizi della maturità. Una corsa ognuno di noi a fare la foto del proprio voto e giudizio finale con i commenti del caso. Oltre a me presenti Remo Longo, Salvatore Messina, Francesco Furnò, Fabio Palmeri, Giuseppe Lo Castro, Alberto Santagati, Alfio Consoli, Mario Opinato, Mario Di Grazia, Prospero Gulli, Vittorio Mura, Massimo Papalia, Giuseppe Sottile, Salvo Leonardi, Mario Santagati, Piero Scandurra. Gli assenti, per lavoro o per impegni personali improvvisi: Fabrizio Venuta, Rosario Tomarchio, Andrea Malvagna, Carlo Ambra, Daniele Tucci, Ettore Savino, Maurizio Siracusa, Vincenzo Mannino, Gaetano Palumbo, Sergio Bruno, Amedeo e Marco Salerno, Paolo Consoli, Giuseppe Criscione, Paolo Lopis, Giacomo Cosentino. In classe, dopo le belle parole di Alberto Santagati, abbiamo voluto ricordare gli scomparsi fratel Venanzio, docente del gruppo Lettere, fratel Tito, ispettore di allora e Giuseppe Biancarosa, insegnante di inglese. La festa è continuata in un locale del centro storico dove ci ha raggiunto Franco Ferro. Fr. Lanfranco ha documentato la riunione con una quantità di foto incredibili che ha poi montato in un simpatico video, per il quale lo ringraziamo. Il tutto è stato reso più piacevole dalla presenza alla riunione anche del professore Ninni Fichera, che ha fatto di tutto per essere con noi sia a scuola che a cena e  del professore Giuseppe Sperlinga, immutato negli anni. Ad entrambi va il nostro ringraziamento per averci fatto compagnia in questa bella festa del Trentennale. Alla fine sembra che tutto sia andato bene, le mie paure sono sparite ed ero contento di essere riuscito a riunire tutti dopo trent’anni e soprattutto per la grande gioia e il piacere che ho visto negli occhi dì tutti. Convinto che tutti abbiano rivissuto con piacere gli anni magnifici vissuti al Leonardo e che rimangono sempre nei nostri cuori.
Arrivederci al trentacinquennale!!! (Giuseppe Branciforte)


 Luglio 2016
Caro fratel Lanfranco,
come promesso, le accludo 5 elementi (4 foto ed un testo) relativi alla riunione del luglio scorso con la quale abbiamo festeggiato i sessant'anni dalla maturità al Leonardo da Vinci di Catania nel lontano luglio del 1956.
Ci siamo riuniti mantenendo una prassi, ormai in vita da parecchi anni, sia pure con qualche inevitabile defezione dovuta alla vita, alla distanza della residenza dal luogo di incontro o a condizioni di salute.
Come si vede nella foto di gruppo allegata, eravamo in 13 compagni di scuola, che possono essere indicati come segue:
nella 1ª fila in basso da sinistra verso destra: Martinez, Pavone,Licciardello, Santangelo nella 2ª fila, sempre da sinistra, Pescatori e Nicotra nella 3ª fila in alto, sempre da sinistra,: Esposito, Fortuna, Del Campo, Matera, Torre e Zanghì Le altre 2 foto rappresentano il discorso conclusivo di Mario Licciardello (in giacca azzurra) e la lettura della poesia di rito, da parte mia (in camicia celeste) l'ultima foto, infine, rappresenta la torta con le 2 date fatidiche.
Il testo allegato in Word è la consueta poesia di Franco Del Campo che ricorda la vita da studenti passati al Leonardo e si conclude con una bella prosa di poche righe.
Mi auguro che il materiale sia  adeguato  per potere essere inserito nel sito da Lei curato ma, per ogni evenienza, rimango a completa disposizione.
La ringrazio sin sin d'ora a nome di tutta la classe e le porgo i miei più cordiali saluti di rito con:
Viva Gesù nei nostri cuori! Sempre!
Claudio Zanghì

 

24 aprile  2017
Amarcord di Fabio Pescatori
        
Ho letto  sul quotidiano “La Sicilia” di domenica  23 aprile 2017, l'articolo “amarcord” di Ottavio Cappellani sull’Istituto Leonardo da Vinci" del Canalicchio, con i suoi bei ricordi di vita colà vissuta sotto l'insegnamento dei "Fratelli" Lasalliani che lo hanno portato, come del resto pure i numerosissimi ex-alunni che lo hanno preceduto (me compreso), ad assaporare  una scintilla di Paradiso.
     
Desidero invece io, come  ex-alunno "meno giovane", ricordare il nostro caro e “vecchio” Leonardo cioè quello del Viale Vittorio Veneto accanto all’Istituto Sacro Cuore delle Suore Domenicane, dove un tempo molti anni fa, finiva la Città e cominciava la "sciara" con i giardini di aranci, che inondavano allora Catania e le nostre giornate di alunni dell'Istituto, con soavi profumi di zagara, ormai purtroppo da molto tempo negletti.
Entrai al "Leonardo" da alunno nel lontano 1944 e ne uscii diplomato nel Liceo Classico nel 1956.
     
Alle Medie facevo parte della sezione A, sotto l'insegnamento
del bravo Fratel Romano amante della classicità, tanto che ci portava -nel cortile ad imitare, seduti sulle panche rovesciate in terra, i marinai greci ai remi sulle navi, oppure ci aveva divisi nelle due le­gioni di Cesare la X e la VII, come anche nelle Repubbliche Marinare di  Genova e Venezia con  relativi gonfaloni, rendendo così l’insegnamento entusiasmante. Infatti la, nostra sezione A era il modello e pure, diciamo così, quella di "rappresentanza" dell'Istituto di allora.
     
Tutti quelli della mia generazione ricorderanno con nostal­gia i bei tempi lì trascorsi, i magnifici "Saggi Ginnici" a fine anno scolastico nell’ampio cortile che tanto ci entusiasmavano, diretti dal bravissimo Prof. Montalto,  anche preparatore della nostra particolare squadra di attrezzistica (di cui facevo parte); come pure le “premiazioni”, tenute sempre nel grande cortile, quando cantavamo tutti in coro brani delle opere liriche diretti dall'allora severo ma bravo Fratel Publio, con la, partecipazione dell’orchestra del Teatro Massimo Bel­lini. A codeste premiazioni di solito partecipavano le più illustri autorità cittadine:  venne una volta anche il famoso eroe della Seconda Guerra Mondiale Generale Castagna, strenuo difensore dell'Oasi libica di Giarabub attaccata dalle truppe inglesi
     
 In quel tempo si facevano pure, nel piccolo teatro interno dell’Istituto, riunioni e convegni, rappresentazioni teatrali (“Il piccolo Haidn”, “I quattro cortigiani”… ed io partecipavo come attore) ed anche spettacoli cinematografici.
      
Avevamo allora il gruppo dei “Cantori” che si esibivano nella Cappellina del “Leonardo” durante le cerimonie natalizie ed i “Chierichetti” (ne facevo parte) che servivano le Messe e pure i Matrimoni colà celebrati (si faceva a gara per servire la Messa e poter così poi partecipare al pranzo nuziale).
      
C'era "L'Azione Cattolica" diretta da Fratel Natalino, con la vendita nel cortile durante la “ricreazione” delle ore undici del "Vittorioso" e degli "Albi Vitt". Sempre durante la "ricreazione" si compravano i panini con la mortadella venduti dal buon "Ciccio" l'eterno portiere dell'Istituto.
       Ricordo gli antichi Direttori d'allora, da Fratel Mansueto a Fratel Ruggero Morelli ed il rigoroso Fratel Oreste, con i fratelli nostri insegnanti, Fratel Paolino, Fratel Serafino, Fratel Silvano il musicista, Fratel Remigio che somigliava all'attore americano di quei tempi Burt Lancaster e l’emerito Prof. di Filosofia Fratel Teodato molto stimato da tutti
 C'erano pure Insegnanti "laici", pochi in verità e rigorosamente maschi, come il Prof. d'Italiano La Rosa, il Professore di Chimica e Fisica "Cicci" Patanè, il Prof. Librando di Arte che entrando in classe faceva un bello e sportivo saltello sulla pedana della cat­tedra…
       Infine desidero anche ricordare alcuni degli ex–alunni delle classi superiori di quegli anni, oramai scomparsi come Ciccio li Destri (poi Presidente dell'UNITALSI e pure nostro cugino), Arturo Carnazza, i fratelli Santuccio entrambi avvocati ed il povero Enzo Auteri assassinato da delinquenti sull'autobus Catania-Palermo, e anche tutti gli altri che hanno con il loro operato dato lustro all'insegnamento fatto dai “Fratelli”.
      Nel "nostro" Vecchio Leonardo ho passato tra i più belli an­ni della mia vita e per questo sono molto grato alla mia mamma, che seguendo il consiglio della Sig.ra e amica Daysi Carnazza, mi ha voluto inviare a compiere tutti i miei studi all'Istituto Lenardo da Vinci che non dimenticherò mai, come dei resto non lo dimentiche­ranno mai e non lo hanno mai dimenticato tutti i moltissimi alunni che lo frequentarono da quegli anni lontani della venuta a Catania dei "Fratelli delle Scuole Cristiane”, sino ai giorni d’oggi.
       Ciao dolce e bel "Leonardo" tu ci hai insegnato a praticare, col­tivare e vivere i veri, autentici e immutabili valori della vita!
                                                                    Fabio Pescatori